A proposito di Greta Thunberg: una lettera per i miei amici non-occidentali (di Ugo Bardi)

Cari non occidentali,
prima di tutto, vorrei dirvi che capisco la vostra perplessità su Greta Thunberg. Capisco impressione vi può aver fatto quest’ultima acrobazia dei media occidentali nel nominarla “Persona dell’anno”. Dal vostro punto di vista, sembra proprio un altro trucco dell’Occidente, uno tra i tanti. E capisco che tutto questo faccia aumentare il sospetto che l’intera storia del cambiamento climatico non sia altro che una bufala creata dall’Impero occidentale per mantenere il suo dominio su tutto il pianeta.
Si, capisco. Ma vorrei chiedervi di fare uno sforzo per capire noi occidentali. Vedete, a volte ho la sensazione che una delle caratteristiche dell’inferno potrebbe essere che le persone che vi sono dentro non si rendono conto di esserci. Sarebbe una cosa davvero malvagia, ma, dopotutto, era un poeta occidentale, Baudelaire, che aveva detto che il miglior trucco del diavolo è convincerti che non esiste. Quindi, se l’inferno è un luogo in cui ti vengono dette bugie su tutto, incluso che non sei all’inferno, allora noi occidentali viviamo veramente all’inferno, almeno un certo tipo di inferno
Non sono solo bugie, è il tipo di bugie. I media occidentali si sono evoluti in una macchina per produrre paura e odio. Chiunque, qualsiasi gruppo, qualsiasi credo, può essere distrutto da questa macchina. E non puoi fare molto per reagire. Se dubiti della narrazione ufficiale, sei un cospirazionista. Se chiedi la pace, sei il tirapiedi di Putin. Se protesti contro il tuo governo, sei un terrorista. Se neghi il ruolo dell’Occidente nel guidare il mondo, sei un traditore. Inoltre, la maggior parte degli occidentali è convinta che la propaganda sia una cosa del mondo non occidentale e che i loro media siano liberi e indipendenti. Eh, si, Baudelaire aveva ragione.
Certo, non mi fate dire che il mondo non occidentale è un paradiso di verità. Non ci penso nemmeno. Tutte le nazioni, tutti gli stati, tutte le culture, hanno i loro pregiudizi, i loro filtri, le loro convinzioni radicate e, in molti casi, le loro macchine propagandistiche. Ognuno di noi, occidentali e non occidentali, vede il mondo attraverso i filtri che la nostra cultura, le nostre tradizioni e i nostri media ci mettono davanti. Ma voi, non occidentali, avete una possibilità che a noi viene negata. Potete usare usare l’inglese per leggere i media occidentali senza essere parte del target a cui loro si rivolgono. E, come dicevo, capisco che spesso non vi piace quello che vedete.
E così, torniamo a Greta Thunberg. Certo, capisco che questa ragazza non è nata da sola come fenomeno mediatico, come alcuni potrebbero voler credere. È supportata da un team di esperti di alto livello, non poteva assolutamente combattere il Behemot dei media occidentali da solo. E capisco che il suo messaggio potrebbe essere frainteso, imbastardito e sfruttato per l’ennesimo giro di greenwashing. Lo so bene. (Nota alla traduzione Italiana: e se volete convincervi di questo, io e i miei collaboratori ci abbiamo fatto uno studio mediatico sopra)
Ma non è questo il punto. Il punto è che l’apparizione di Greta Thunberg è stata sorprendente e inaspettata. Se è un prodotto della propaganda, allora è un tipo insolito di propaganda. Sarebbe la prima volta in molti decenni che i nostri media ci presentano un messaggio che non si basa sull’idea di qualcosa o qualcuno che è il male e che deve essere distrutto. Questa ragazza ha attraversato tutte le barriere dei media con un semplice messaggio: la verità sul cambiamento climatico. Non ci stava dicendo di uccidere o odiare nessuno, ci stava solo dicendo di lavorare insieme per garantire che la sua generazione potesse avere un futuro. E portava il messaggio con una forza interiore, un modo di porsi, una capacità di dire cose dirette che era quasi incredibile. È sorprendente il modo in cui ha attirato su di sé tutti i tipi di insulti, maltrattamenti e maledizioni, ma nulla le è rimasto addosso davvero. Vi ricordate la “Teflon-presidenza” di Ronald Reagan? Bene, questa ragazza non è solo rivestita di teflon: indossa un’armatura di Mythril come gli eroi della trilogia dell’anello.
Capisco che è possibile che questa ragazza scompaia dalla mediasfera in breve tempo, come accade oggi per la maggior parte delle idee che nascono e muoiono sul Web. Ma potrebbe rivelarsi qualcosa di più, forse non la persona specifica di Greta Thunberg, ma nel messaggio che rappresenta. Un messaggio forte che dice all’umanità di rispettare le cose che fanno vivere l’umanità: il nostro pianeta e tutti gli esseri viventi in esso.
Permettetemi di menzionare qualcosa che ho imparato non molto tempo fa, quando ero in Iran. Era il tempo dell’Arbaeen, la commemorazione del martirio dell’Imam Husayn ibn Ali, quaranta giorni dopo l’Ashura. Qualcuno dei miei amici iraniani mi ha detto (o forse ho letto da qualche parte) che “l’Imam Husayn è una figura che noi sciiti offriamo come dono all’intera umanità, come esempio di virtù e di giustizia”. E questo mi ha colpito come qualcosa che vale la pena ricordare. In tutte le culture, abbiamo qualcosa o qualcuno che veneriamo come un tesoro: una persona, una poesia, un’opera d’arte, un modo di vedere il mondo. E questi tesori, penso, li dovremmo condividere con il resto dell’umanità, come doni.
Ora, ovviamente, non ho l’autorità per dire cosa l’entità che chiamiamo “Occidente” dovrebbe o non dovrebbe fare. Di sicuro, abbiamo condiviso con il mondo molti doni avvelenati in passato. Ma questa ragazza, Greta Thunberg, potrebbe essere un vero tesoro, un dono che potremmo offrire al resto del mondo. Per una volta, dall’Occidente arriverebbe un messaggio di pace e armonia. Potrebbe davvero succedere? Difficile da credere, certo, ma è una grande speranza. https://ugobardi.blogspot.com/2019/12/a-proposito-di-greta-thunberg-una.html?fbclid=IwAR3mR1IuFMrcHshcb4aBwOgqfndK_BYHi3kh14OyvBOWPeIEXCIhi4jSKZE